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martedì 16 dicembre 2014

CHIT CHAT: Augustus ed Hazel sono due personaggi irrealistici?

Buongiorno signori e signore! Come procede la vita?
Era da un pezzo che non scrivevo un CHIT CHAT. In parte per la mancanza di tempo, in parte perchè volevo trovare un argomento di cui mi interessasse davvero parlare.
La domanda di oggi è:
Augustus Water ed Hazel Grace sono due personaggi irrealistici?

Rubrica a cadenza totalmente casuale nella quale sclererò su cose random.


Chiamatelo The Fault in Our stars, Colpa delle stelle o come volete. E' indiscutibile che l'ultimo libro di John Green sulla storia d'amore avversata dalle stelle sia amato quasi da tutti.
C'è chi ne ama ogni singola frase, parola e virgola -come me-.
C'è chi ne ama le citazioni.
C'è chi lo ama ma dice che Hazel ed Augustus sono due personaggi irrelistici.
D'altra parte a tutti noi, leggendo TFIOS, sarà capitato di pensare:
''ma esistono ragazzi del genere?''
Allora, inevitabilmente, la domanda passa da un ambito letteraro a uno più generale e la domanda diventa:
Si possono incontrare, per strada, sul bus, a scuola, a lavoro, giovani che parlano così e fanno riflessioni di questo genere?



''All salvation is temporary,'' Augustus shot back. ''I bought them a minute. Maybe that's the minute that buys them an hour, which is the hour that buys them a year. No one's gonna buy them forever, Hazel Grace, but my life bought them a minute. And that's not nothing''


Personalmente, io credo di si.
Capisco che sia inusuale incontrare ragazzi giovani che, anzichè insultare i prof, parlino di vita e di morte, di gioia e dolore, ma non impossibile.
A me in primis capita di riflettere con le mie amiche e con i miei amici sul perchè delle cose. Noi giovani non siamo bambolotti piazzati su uno scaffale che accettano impassibilmente le decisioni altrui, non tutti.
E allora mi viene da pensare che questa sorta di scetticismo verso i personaggi di Hazel e Gus nasca in parte da uno scetticismo vergo i giovani d'oggi.

Eppure penso davvero che noi giovani d'oggi abbiamo molte cose da dire e non siamo privi di contenuti, come molti credono o ci vogliono far credere.


''Sometimes people don't understand the promises they're making when they make them,''





 

Ad ogni modo, tornando ai nostri Gus ed Hazel e mettendo da parte la riflessione sui giovani d'oggi, io credo che i loro personaggi non siano improbabili. D'altra parte sono entrambi dei ragazzi che hanno affrontato e affrontano la morte guardandola in faccia giorno dopo giorno.  E' ovvio che crescano in fretta e che si domandino ''perchè la morte, perchè proprio a me, perchè dobbiamo soffrire?''


''That's the thing about pain,'' Augustus said, and then glanced back at me. ''It demands to be felt.''

Le parole di Hazel e Gus sono il diretto risultato del loro intenso modo di vivere. Loro vivono intensamente perchè sono costretti dalle circostanze, perchè la devastazione che li circonda non gli lascia scampo. O soccombono abbandonandosi all'oblio, o lottano cercando di trarre il massimo da ciò che li circonda.


The shirt was a screen print of a famous Surrealist artwork by Renè Magritte in which he drew a pipe and then beneath it wrote in cursive Ceci n'est pas une pipe. (''This is not a pipe.'')
''I just don't get that shirt,'' Mom said.
''Peter Van Houten will get it, trust me. There are like seven thousand Magritte references in An Imperial Affliction.''
''But it is a pipe.''
''No, it's not,'' I said. ''It's a drawing of a pipe. Get it? All rapresentation of a thing are inherently abstract. It's very clever.''

Ad ogni modo comprendo anche il pensiero di coloro che sono scettici versi questi due personaggi e il loro pensiero è sicuramente tanto importante quanto il mio. Non credo che sia illegittimo riflettere se Hazel e Gus siano reali o meno, anzi, ma credo comunque che un pizzico di fiducia in più verso la gioventù di oggi possa aiutare a vedere questi personaggi meno plastici e finti.


E voi cosa ne pensate?
Da che parte vi schierate?
Fatemi sapere nei commenti!

mercoledì 12 novembre 2014

CHIT CHAT: Leggere libri che non ci piacciono

Rubrica a cadenza totalmente casuale nella quale sclererò su cose random.



23:30 

Daniela finisce di leggere Lord of Misrule.

Daniela ci pensa e decide di cominciare a scrivere un post.

Poveri noi.

Allora, ragazze e ragazzi, CHIT CHAT da oggi ospiterà riflessioni random su argomenti random legati principalmente al mondo dei libri. Ammetto di aver preso ispirazione dai video di Ariel Bisset, una booktuber americana che nel suo canale fa video incentrati su riflessioni che io trovo molto ma molto interessanti.

Ma bando alle ciance! L'argomento di oggi è: leggere libri che non ci piacciono.



Scommetto che starete pensando "si riferisce alle letture per scuola"! Ebbene no.
Ultimamente mi è capitato di parlare con diverse persone in merito a libri che a me sono piaciuti molto e sentire da parte loro la frase "non mi è piaciuto ma leggerò il seguito"
Ora, io non comprendo questo pensiero.

Fintanto che si parla di fare una lettura obbligatoria per scuola che risulta noiosa, posso capire.
Posso anche estendere il discorso ai classici. Per capirci meglio: sto leggendo un classico per mia decisione ma mi pare noioso.
Posso capire se in questi due casi si porta avanti la lettura. Nel primo caso, beh, per motivi superiori, nel secondo caso per "farsi una cultura".
In breve, se la lettura non è piacevole ma  la si porta avanti per "forgiare" il proprio spirito critico, lo capisco.

Mi trovo a non capire però quando ho davanti qualcuno che critica sotto ogni punto di vista il primo volume di una serie ma afferma che leggerà il secondo.

-E badate bene, non parlo di quelle situazioni in cui ci si trova a metà di un libro che non ci piace e decidiamo di finirlo solo perchè non vogliamo lasciarlo a metà.-
Ad ogni modo, dicevo.
Nel momento in cui critico lo stile dell'autore Tal dei Tali, dico che non mi piacciono i personaggi, che i dialoghi sono finti, che il mondo non é credibile e la storia non è soddisfacente...perchè dovrei continuare a leggere il resto dei libri?
Alcuni non rispondono, altri rispondono "per divertimento"
Ora, ciò che diverta ognuno di noi non è certo argomento di cui io possa discutere, ma mi pare universalmente condiviso che leggere un bel libro sia meglio che leggere un brutto libro. O forse non è così?

Mi chiedo: per quale motivo pungolarsi con una storia per la quale non si prova interesse e perdere tempo?

Allo stesso tempo però mi viene anche da pensare che forse alcuni libri vengono giudicati secondo l'opinione comune e senza dare ascolto alle proprie sensazioni. Mi pare impossibile altrimenti giustificare la decisione di continuare a leggere qualcosa che si ripugna.

Certo, è capitato anche a me di leggere un libro che non mi piaceva e di continuare a leggerlo pensando "voglio proprio vedere a che punto arriva", ma non è affatto una mia abitudine.
Al contrario mi sembra che sempre più persone "si divertano" a dare giudizi negativi su libri che trovano piacevoli solo per indossare le vesti di grandi critici letterari.
Come Ilenia però dice: a tutti piace qualcosa di brutto e/o scritto male, non c'è nulla di male in questo, basta riconoscerlo.




E voi cosa ne pensate?
Fatemi sapere i vostri pareri!
Sia che siano concordi col mio, ma specialmente quelli che non la pensano come me!