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mercoledì 22 ottobre 2014

PARLIAMONE Allegiant di Veronica Roth

Rubrica a cadenza assolutamente casuale.  Nei ''Parliamone'' discuterò dei libri letti senza evitare gli spoiler, così potremo sclerare insieme per i colpi di scena, le  morti e gli inciuci dei nostri personaggi preferiti.




Allegiant, Allegiant, Allegiant.

Per chi non lo sapesse è il terzo volume della trilogia di Divergent. Se non l'avete letto, fatelo, immediatamente.
Detto questo, vi avverto, parlerò del finale di Allegiant. Ergo, farò spoilers, Ergo, se non avete letto questo libro scappate via.
ORA.


Io amo la saga di Divergent, la amo in maniera incondizionata. 
Non perchè sia scritta in maniera strepitosa, non perchè sia unica o stra-originale, non perchè sia divertente o facile da leggere. La amo perchè amo Tris.
Tris in ogni singolo libro mi ha dato qualcosa. Sono cresciuta con lei e sono diventata più forte con lei.
E sì, è la mia protagonista preferita di sempre. Potrà essere noiosa a volte o vi potranno scocciare le sue scelte, ma a me è sempre sembrata reale e coerente con se stessa. Un'umana come tutti noi che sbaglia. Perchè sì gente, noi tutti sbagliamo, a volte facciamo anche degli sbagli clamorosi ed ingiustificati, e Tris sotto questo punto di vista è esattamente uguale a noi.

Ora, Allegiant. C'è chi ha odiato Allegiant per la morte di Tris e c'è chi l'ha amato per questo.
Io l'ho amato.
Mi schiero nettamente dalla parte delle persone che concordano con questo finale. Non certo perchè sia sadica o cattiva, ma perchè trovo che questo sia un modo onesto e forse il più realistico di concludere il suo percorso.
Heilà ragazzi, nel mondo la gente muore, noi moriamo, tutti. E dalla nostra parte del mondo si potrà anche morire principalmente per vecchiaia o per malattie, ma da altre parti le persone vengono uccise.
Tris vive in una realtà estremamente pericolosa e non è uno scandalo che ci abbia rimesso la pelle.

La morte di Tris è il culmine di in un percorso molto travagliato e molto sofferto che combacia con la scoperta di chi lei è realmente
Tris è morta e questo è doloroso -io in primis ho pianto l'anima-, ma dobbiamo render conto a Veronica Roth del fatto che l'abbia portata alla fine del suo percorso.
La scoperta di se stessa non coincide certo con la fine del suo personaggio, ma è un momento comprensibile per la sua morte. Sì che mi sarei arrabbiata se mi avessero fatto fuori Tris quando ancora non sapeva cosa stesse facendo o perchè lo stesse facendo.

Ora, il mio amore per questo libro è del tutto irrazionale perchè, se dovessi valutarlo in maniera onesta, direi che è o da cestinare o da riscrivere.
Partiamo dal presupposto che l'idea dell'esperimento e dei geneticamente puri e danneggiati sia piuttosto deludente, ma vogliamo parlare di come è stato scritto? 
I punti di vista sono clamorosamente uguali e la prima parte è imperdonabilmente monotona, noiosa e scadente. Questa conclusione non rende per nulla giustizia a nessuno dei personaggi della storia, se non a Tris. 

Detto questo passo a voi la parola, fatemi sapere cosa ne pensate.





Avete amato o odiato il finale?
Perchè?
Quale è stata la vostra reazione?